R&A Consulting
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“Andava male perché aveva troppi debiti o aveva troppi debiti perché andava male?”

L’azienda e la sua storia
Padane Metalli srl, con sede a Cremona, è attiva da tempo nel settore della carpenteria metallica e della realizzazione di pannelli e profilati in lega. La società, da tempo presente sul mercato, è gestita da tre fratelli ai quali è accaduto di doversi confrontare con i problemi dell’azienda in maniera del tutto casuale a seguito della scomparsa del padre, fondatore dell’impresa. Non vi è stata, pertanto, alcuna preparazione preventiva della successione nell’impresa né, d’altra parte, i fratelli sono mai stati immessi, effettivamente, con responsabilità decisionali nell’ambito della direzione aziendale.
La Padane Metalli srl ha registrato negli ultimi anni tassi di crescita molto elevati, triplicando il fatturato (passato da 13 a 50 milioni di euro nell’arco del periodo che va dal 2010 al 2014): ma nello stesso periodo, pur senza effettuare investimenti di rilievo, la società ha anche assistito a un preoccupante incremento dell’indebitamento bancario, che alla fine del 2014 è pari alla metà del fatturato. La società si dibatte così in un paradosso solo apparente: cresce, e molto, ma al contempo diminuiscono gli utili, mentre i debiti pesano in modo insopportabile. Il sistema bancario ha richiesto un consolidamento dell’esposizione, con l’accensione di un mutuo ipotecario e la riduzione degli scoperti a breve scadenza.

L’analisi
Il nostro intervento, sollecitato da una banca locale, è stato concordato con la famiglia imprenditrice alla quale abbiamo chiesto anzitutto di raccontare la loro attività e di descrivere, a loro parere, i problemi dell’azienda. È significativo notare che sia la banca sia i tre fratelli hanno posto in primo piano i problemi finanziari, sottolineando che la società “andava male perché aveva troppi debiti”, dovuti a un non meglio precisato eccesso di investimenti, in realtà non riscontrato nella realtà: l’analisi del problema è stata così spostata sugli effetti (i debiti), anziché sulle cause (la modesta redditività).
Abbiamo potuto constatare che non erano gli investimenti la causa delle difficoltà dell’azienda ma una modesta redditività delle vendite legata sia al tipo di prodotti e al loro mercato, sia, soprattutto, a una cattiva gestione del ciclo finanziario: in sostanza, eccessive dilazioni di pagamento ai clienti, nessuna gestione del credito di fornitura e del magazzino. Tutto questo si rifletteva in evidenti conseguenze sull’autofinanziamento, sempre negativo nonostante l’azienda avesse sempre registrato utili, non solo di natura contabile. La storia della Padane Metalli può essere presa a esempio di un concetto che ci è molto caro e che riteniamo fondamentale nella gestione di una piccola impresa: il reddito non equivale alla liquidità e l’utile non coincide con l’autofinanziamento.

La soluzione
Abbiamo così cominciato a stare vicini all’imprenditore recandoci in azienda sempre più spesso per comprendere ancor meglio le loro problematiche: ci siamo resi conto che i problemi di tipo finanziario erano trascurati e, soprattutto, erano sottovalutate le conseguenze di certe scelte economiche e commerciali sulla liquidità (gli sconti, la dilazione di pagamento ai clienti e da fornitori, la quantità di scorte).
R&A ha aiutato l’impresa a ridefinire la propria formula competitiva, modulando su una base diversa i prezzi, gli sconti e le dilazioni di pagamento in base a un piano finanziario che si è posto come obiettivo quello di ripristinare adeguate condizioni di redditività attraverso il riequilibrio della tesoreria. Abbiamo messo in atto processi aziendali di programmazione finanziaria, dapprima aiutando l’imprenditore a capire la natura dei problemi della gestione che maggiormente ne influenzavano la performance, poi fornendo strumenti di analisi e interpretazione della realtà aziendale.

I risultati
Padane Metalli alla fine del primo anno del nostro intervento è riuscita, per la prima volta dopo molti anni, ad arrestare la crescita dell’indebitamento con una contemporanea crescita dell’utile operativo: nel corso del secondo anno l’azienda, programmando insieme a noi i propri processi di crescita, è riuscita nell’intento di mantenere quote di mercato e di non risentire, in termini finanziari, di una politica commerciale inadeguata. Ha potuto così registrare una significativa diminuzione dei debiti bancari, unitamente a una riduzione del peso degli interessi passivi sul conto economico. Il ripristino di adeguate condizioni gestionali è stato, infine, sancito da una rinnovata fiducia del sistema bancario, che ha offerto nuove linee di credito destinate alla copertura di fabbisogni finanziari temporanei programmati e alla costruzione di un nuovo edificio.